Ho scritto questa proposta di Legge con l'aiuto di alcuni amici del circolo del PD di Limbiate. Giovedì avremo una conferenza stampa per presentarla, dopodichè la invieremo alle maggiori cariche della Repubblica e ai massimi esponenti del Partito Democratico nazionale.
PREMESSO CHE:
PREMESSO CHE:
- l’istituto del Referendum è la principale forma di democrazia diretta prevista dalla nostra Costituzione, attraverso di esso il popolo esercita la propria sovranità, sancita dall’Articolo 1 della nostra Costituzione che cita testualmente:
Articolo 1 – Costituzione Italiana
“[…]La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
- che è compito della Repubblica garantire che tutti i cittadini abbiano uguale possibilità di esercitare la propria sovranità ed è sempre suo compito rimuovere gli ostacoli e favorire l’effettiva partecipazione dei cittadini all’organizzazione politica e all’esercizio del diritto di voto, e che quindi l’accorpamento di elezioni amministrative e/o europee con il Referendum risponde alla ratio dell’Articolo 3 della Costituzione che cita testualmente:
Articolo 3 – Costituzione Italiana
“[…]È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
VISTO CHE:
- l’accorpamento proposto determinerebbe evidentemente un notevole risparmio di soldi pubblici rispettando quanto previsto dall’Articolo 1 della Legge 241/90 che cita testualmente:
Articolo 1 – Legge 241/90
“L'attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed é retta da criteri di economicità, di efficacia, di pubblicità e di trasparenza secondo le modalità previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonché dai principi dell'ordinamento comunitario.[…]”
TENUTO CONTO CHE:
Articolo 34 – Legge 352/70
“Ricevuta comunicazione della sentenza della Corte costituzionale, il Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, indice con decreto il referendum, fissando la data di convocazione degli elettori in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno.[…]”
Articolo 31 – Legge 352/70
“ Non può essere depositata richiesta di referendum nell'anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle Camere medesime.”
Articolo 34 – Legge 352/70
“[…]Nel caso di anticipato scioglimento delle Camere o di una di esse, il referendum già indetto si intende automaticamente sospeso all'atto della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Presidente della Repubblica di indizione dei comizi elettorali per la elezione delle nuove Camere o di una di esse.[…]”
SI PROPONE CHE:
nell’ipotesi in cui nello stesso anno si verifichino contemporaneamente le seguenti condizioni:
- sia prevista chiamata alle urne per elezioni amministrative e/o europee in data compresa tra 15 Aprile e 15 Giugno;
- sia prevista chiamata alle urne per Referendum (che per la Legge 352/70 Art. 34 deve tenersi tra il 15 Aprile ed il 15 Giugno);
- non sia prevista chiamata alle urne per elezioni politiche;
la date di chiamata alle urne per elezioni europee e/o amministrative e le date di chiamata alle urne per Referendum siano da concentrare nelle medesime giornate di chiamata alle urne comprese tra il 15 Aprile ed il 15 Giugno, specificando chiaramente che rimane diritto del cittadino scegliere nel seggio, al momento della votazione, e se rifiutare o meno di ricevere la scheda (o le schede) referendarie.
Il Circolo del Partito Democratico di Limbiate

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